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Progetti

 


Urbanfunk

Fondati da Franco Baggiani nel '93, fino al '97 hanno dato vita a due album interessanti come Mr. No nel '95 e Endosimbiosi nel '96.

Hanno prodotto intense stagioni live in tutta Italia e ricevuto numerose recensioni positive su giornali specializzati, in Italia e all'estero, non ultima la recensione del mensile newyorkese Loop che attraverso la visione di Mark Fish ha collocato Baggiani e i suoi lavori fra le cose più interessanti nate in Italia nell'ultimo decennio.
La band, dopo uno stop riflessivo di alcuni mesi, è uscita con un nuovo album assolutamente diverso dai precedenti. Nuovi musicisti.

Eliminato l'apporto vocale.

Il ritorno all'improvvisazione quale elemento fondamentale nell'asse comunicativo del jazz contemporaneo, come trade union fra i primissimi UBF e gli attuali, pieni di carica emotiva e di grinta che, grazie al suo leader, riescono a combinare magiche alchimie ove l'eco del bop si fonde con il "groove" contemporaneo, incanalandosi sinuoso nel mare del jazz moderno.
Nel '00 esce W tex con relativa tournée e nel '02 è uscito Urbanfunk, l'ultimo album della band prodotto da Sound Records che propone una serie di brani del vasto repertorio della band.

 

Franco Baggiani - Santur

Il progetto nasce, come molti altri di Baggiani, per cercare soluzioni nuove o "nuovistiche" all'interno della fusione del jazz con aree musicali diverse.
Questa volta Baggiani si avvale della collaborazione di Mario Leonelli dei Govinda, musicista elettronico e virtuale che su indicazione del trombettista ha disegnato una sorta di tavolozza sonora elettronica, ora di sapore etno indiano ora jungle ora house sulla quale vengono disegnate repentine volute e temi distesi di chiaro sapore ambient incorniciate in una sequenza video, sempre curata da Leonelli.
Sitar, flauti indiani, tablas e un'altra miriade di strumenti provenienti da altre culture si incontrano con lo scattante e originale fraseggio del trombettista, ora chiaro e netto, ora con echi ed elaborazioni elettroniche che riportano il suono ad una dimensione ancestrale creando una osmosi timbrica di rara bellezza. Sperimentare non significa in ogni caso astrarsi dalla realtà, infatti con Santur si può ballare con le "groove" di tendenza e scorgere le velate citazioni di L.Bowie o dei Beatles.
Comporre, scomporre e ricomporre in un puzzle che riporta ad un arena della musica dove tutte le loro anime si incontrano in un risultato affascinante.
Nell’autunno 2006 esce il cd Santur, edito dalla Sound Records, giovane e coraggiosa etichetta fiorentina di musica jazz e d’avanguardia www.soundrecords.it), frutto di un progetto che nasce nel 2002 come “Tattoo” e che questi anni si è perfezionato.

 

Around the bop

Musiche di C.Parker, D.Gillespie, C.Brown, H.Silver, G.Mulligan, S.Rollins

Franco Baggiani: tromba
Andrea Coppini: sax tenore
Max Pinzauti: piano
Stefano Lepri: contrabbasso
Leonardo Alletti: batteria

 

Prima uscita per questo nuovissimo quintetto del saxofonista Andrea Coppini che vede in line up anche l'ormai esperto e poliedrico Franco Baggiani alla tromba.
Il quintetto nasce con la volontà di riaffrontare il repertorio bop in modo filologico ed in "stile", repertorio purtroppo bistrattato da molti musicisti jazz contemporanei che invece dimostra a tutt'oggi una freschezza ed un impatto ancora insuperati.

Il quintetto affronta con grande piglio la rilettura di questi classici del jazz senza disdegnare alcune incursioni in un hard bop più moderno nel segno di un altro quintetto, sempre diretto dalla coppia Baggiani-Coppini: il Chorus quintet.

Senza dubbio una performance piena di energia.

 

Chorus quintet

Franco Baggiani: tromba
Andrea Coppini: sassofoni
Alberto Rosadini: batteria
Marco Cattarossi: contrabbasso
Leonardo Pieri: piano

 

Il gruppo nasce da un'idea di Andrea Coppini e di Franco Baggiani, musicisti fiorentini di formazione jazzistica, ma da tempo attivi nel campo della contaminazione stilistica.
L'idea è quella di tornare alle radici di quella contaminazione, ispirandosi nella composizione di brani originali, al periodo del soul jazz.

In quel periodo alcuni musicisti di gran rilievo, già attivi in alcuni gruppi e periodi storici, quali C.Adderley, H.Silver ed H.Hancock, decisero di tingere il jazz di forti coloriture blues, sperimentando i primi tipi di contaminazione con il soul, che hanno dato il via a tutte le fusioni e contaminazioni successive fino ai giorni nostri.

L'intento del gruppo è quello di recuperare quel tipo di sound che, partendo da una concezione jazzistica di matrice squisitamente bop, si immerge nelle acque pure e primordiali del blues feeling, privilegiando una visione del jazz più istintiva ed orgiastica e rifuggendo complessità e cerebralismi.

In ogni caso, pur partendo da un intento inizialmente filologico, il gruppo vuole approdare ad un'interpretazione personale ed attuale dei concetti che furono alla base della stagione del soul jazz.
E' uscito per Sound Records il primo album intitolato Step one.

 

Franco Baggiani & Dynamnics

Franco Baggiani: tromba, composizioni
Giovanni Cifariello: chitarra
Marco Cattarossi: basso
Alberto Rosadini: batteria

 

Il gruppo nasce in un primo momento nella primavera del '95 da una costola degli UrbanFunk, ma poi le scelte di Baggiani a questo riguardo si rivelano inadatte e quindi i Dynamics appaiono più come un'anima dura degli Urban Funk che non come un vero e proprio progetto a se stante.

Dopo alcuni concerti di prova, il trombettista decide di congelare il progetto cercando nuovi musicisti che potessero realizzare con professionalità ed entusiasmo le nuove idee.
Questo avviene nella primavera del '96, e dopo una serie di prove il repertorio prende forma e denota un'originalità di certo dovuta alla grande capacità di scrittura e riscrittura di Baggiani ma, soprattutto, alla sua qualità migliore: organizzare suoni e musicisti in funzione delle proprie idee.

Così Alberto Rosadini, potente batterista, viene "assemblato" con Giovanni Cifariello, eclettico e virtuoso chitarrista di estrazione classico-contemporanea e con Marco Cattarossi, preciso bassista jazz-funk.
Questi sono gli ingredienti del nuovo progetto di Baggiani, teso a scandagliare con eclettismo ed estrema cura della costruzione formale, le nuove tendenze musicali esplorando con avidità il terreno metal-funk e quello di Zappa sovrapponendo citazioni e frammenti sonori della lezione jazz che è sempre alla base delle ricerche di Baggiani.
È uscito il primo album intitolato Live at blue velvet, che è stato definito da Loop, nota rivista newyorkese, uno dei lavori europei più interessanti del '97 e che ha vinto per la rivista olandese Panasonic New il titolo di miglior disco europeo per il jazz di "frontiera".

 

Sestetto Elettrico

Franco Baggiani: tromba, arrangiamenti

Alberto Rosadini: batteria
Fabio Baini: basso
Andrea Coppini: saxofoni
Giovanni Cifariello: chitarra elettrica
Antonio Gentile: percussioni

 

Versione elettrica che rivisita in modo creativo, caratteristico dell'approccio al funk di Baggiani, gli anni '70-'80 proponendo brani come Jean Pierre,Tutu, Mr.Morrisine e non disdegnando incursioni nel magma sonoro di B.Brew.

 

Sound Street Band

E' una delle produzioni più divertenti di Sound.
Ispirata alle Marching Bands neroamericane che si esibivano all'inizio del secolo a New Orleans nelle occasioni più disparate, dalla parata al carnevale, la Sound Street Band ha posto accanto alla rilettura di brani legati alla tradizione del jazz, come Hello Dolly o Basin Street Blues, l'appropriazione delle forme moderne della musica neroamericana (rhythm'n blues, funky, etc…).
La formazione si presta allo spettacolo di strada in occasione di ricorrenze e all'animazione di qualsiasi tipo di festa che si svolga in uno spazio adeguato.

L'organico al completo comprende ottoni, clarinetti, saxofoni e percussioni.
Attiva dal '92, nel '99 ha inciso l'album Marchin the blues, ha partecipato a vari festival e sfilate importanti come il carnevale di Viareggio, l'On the road Festival, la Green Fest; ha inoltre inaugurato piazze e centri commerciali in tutta Italia riscuotendo sempre un notevole successo.

 

Franco Baggiani e Antonio Gentile - World Two

La percussione si fa testimone ed interprete principale di un viaggio negli stili antichi e moderni della musica.

Decine di strumenti a percussione, usati in maniera convenzionale e non, costituiscono l'ossatura monolitica dei brani, sui quali la tromba di Franco Baggiani spazia e ricama citando a volte se stessa, a volte gli echi di strumenti ancestrali.

Non a caso i suoni più ancestrali sono quelli che guidano lo spettatore in un percorso che va dal jazz alla musica africana all'ambient al dub e al trip hop passando persino per un ipotetico interscambio fra tradizioni diverse come quella sarda e quella subsahariana.

Berimbao, djembé, tamburi a fessura e pietre percosse dialogano con la tromba fermando il tempo.

Franco Baggiani è noto ormai a livello nazionale come trombettista e compositore poliedrico, attivo nel jazz, nel funk e nella musica contemporanea.

Antonio Gentile, multipercussionista multietnico, è attivo nelle formazioni più disparate, dal commerciale allo sperimentale.

Il primo album è uscito nel '04.

 

Sound Orkestra

Classica Big Band composta da dodici/quattordici musicisti e nata nel '90.

All'interno di essa vi sono passati i migliori solisti e musicisti jazz di Firenze.

Attualmente ha come solisti di spicco i sassofonisti Andrea Coppini e Giacomo Downie.

E' diretta dal noto trombettista Franco Baggiani, interpreta un repertorio molto vasto che spazia dallo swing anni '30-'40 con brani come Stompin' at the savoy di C.Basie fino ad arrivare ad affrontare con grinta e freschezza lavori più recenti di chiara matrice più funky e "ballabile" come Watermelon man di H.Hanchok oppure Tutu di M.Miller.
Molta attenzione viene pure data alla rilettura dei classici del rithm'n'blues come Sittin' on e di altri classici come Besame mucho.
Ha suonato in vari festivals italiani e stranieri, in particolare al festival di Znoymo in Cecoslovacchia e recentemente a Lione, in Francia, dove ha riscosso un notevole successo.


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