La prima volta che ho trovato il balcone “occupato” dai piccioni mi è venuta quella sensazione mista di fastidio e impotenza, come quando ti accorgi che casa tua non è più solo tua. Rumore all’alba, piume, e soprattutto quel guano che sembra comparire in un attimo. Poi ho chiamato mia nonna, e lei, con la calma di chi ne ha viste tante, mi ha detto una frase semplice: “Non serve far guerra, basta rendergli il posto scomodo”.
Il trucco della nonna, spezie dove si appoggiano
Il cuore del rimedio è sorprendentemente “da cucina”: spargere spezie nei punti in cui i piccioni amano sostare, cioè davanzali, ringhiere e angoli riparati.
Le più efficaci, nella mia esperienza, sono:
- pepe di Cayenna
- pepe nero
- peperoncino
- cannella
Il motivo è pratico: il loro odore (e in parte l’irritazione che possono dare alle zampe) risulta sgradevole per i volatili, senza fargli male. Il dettaglio che fa la differenza è la costanza. Se piove o tira vento forte, la polvere sparisce e loro tornano come se nulla fosse.
Come l’ho applicato, senza impazzire
- Ho pulito bene la zona (prima di tutto).
- Ho asciugato davanzali e ringhiere.
- Ho sparso un velo sottile di spezie nei punti di appoggio, non a mucchietti.
- Ho controllato dopo 24 ore, poi dopo ogni pioggia, e ho riapplicato quando necessario.
Risultato: in pochi giorni hanno iniziato a “atterrare e ripartire”, finché hanno cambiato abitudine.
Prima regola, togliere ciò che li invita a tornare
Qui ho capito una cosa: puoi anche usare il miglior repellente naturale, ma se resta “l’odore di casa” per loro, ci riprovano. Quindi la pulizia regolare è parte del rimedio, non un extra.
Consigli pratici:
- Rimuovi guano e residui con guanti, acqua calda e detergente.
- Evita di lasciare briciole, ciotole d’acqua o sacchetti dell’umido sul balcone.
- Se vedi un inizio di nido, intervieni subito, prima che diventi un punto fisso.
Spaventarli con luce e movimento, i riflettori visivi
Dopo le spezie, ho aggiunto un secondo livello, perché i piccioni si abituano in fretta. Qui funzionano molto i dissuasori visivi, economici e immediati.
Puoi usare:
- carta di alluminio tagliata a strisce
- vecchi CD appesi con filo
- nastri bicolore che svolazzano
- girandole
- bottiglie rivestite d’alluminio
L’idea è creare riflessi e movimento irregolare. Appendi questi oggetti sul perimetro del balcone, lasciando spazio perché possano oscillare. Se li fissi troppo, diventano “arredo” e perdono effetto.
Profumi che aiutano, menta e lavanda in vaso
Questa parte è la più piacevole, perché non sembra neppure un rimedio. Mettere vasi di menta o lavanda vicino ai punti critici aggiunge un odore che molti piccioni trovano fastidioso, e nel frattempo rende il balcone più vivo.
In più, le piante ti “obbligano” a frequentare lo spazio, e questo, paradossalmente, aiuta: un balcone vissuto è meno interessante per chi cerca tranquillità.
Naftalina, sì ma con molta prudenza
La naftalina viene spesso citata come soluzione, ma qui mi sento di essere chiara: usala solo con moderazione e buon senso. Se decidi di provarla:
- mettila in sacchetti di tela (mai sparsa libera)
- appendila in zone esterne e ventilate
- evita se hai bambini o animali che potrebbero raggiungerla
- non esagerare, l’odore può entrare in casa e diventare insopportabile
Alternare i metodi, la chiave per non farli “abituare”
Il vero “segreto” è la combinazione. Spezie più riflessi, più un minimo di rotazione delle posizioni. Io ho cambiato ogni settimana il punto dei nastri e ho alternato cannella e peperoncino. Sembra un dettaglio, ma mantiene alta la sensazione di instabilità.
Se vuoi aggiungere un’opzione in più, esistono spray naturali a base di oli essenziali o prodotti specifici (per esempio miscele con capsaicina e estratti vegetali), utili soprattutto quando non vuoi gestire polveri.
Quando serve una soluzione più “strutturale”
Se l’infestazione è forte, o se i piccioni hanno già preso possesso con nidi ripetuti, i rimedi della nonna possono non bastare da soli. In quel caso, la strada più duratura è valutare reti protettive o dissuasori installati correttamente, meglio se con un professionista.
Nel mio caso, però, la combinazione semplice ha funzionato davvero: ho reso il balcone meno comodo, non ho fatto del male a nessuno, e soprattutto ho ripreso il piacere di aprire la finestra senza trattenere il respiro.




