Grazie ai consigli di mia nonna mi sono liberata dei piccioni sul mio balcone

La prima volta che ho trovato il balcone “occupato” dai piccioni mi è venuta quella sensazione mista di fastidio e impotenza, come quando ti accorgi che casa tua non è più solo tua. Rumore all’alba, piume, e soprattutto quel guano che sembra comparire in un attimo. Poi ho chiamato mia nonna, e lei, con la calma di chi ne ha viste tante, mi ha detto una frase semplice: “Non serve far guerra, basta rendergli il posto scomodo”.

Il trucco della nonna, spezie dove si appoggiano

Il cuore del rimedio è sorprendentemente “da cucina”: spargere spezie nei punti in cui i piccioni amano sostare, cioè davanzali, ringhiere e angoli riparati.

Le più efficaci, nella mia esperienza, sono:

  • pepe di Cayenna
  • pepe nero
  • peperoncino
  • cannella

Il motivo è pratico: il loro odore (e in parte l’irritazione che possono dare alle zampe) risulta sgradevole per i volatili, senza fargli male. Il dettaglio che fa la differenza è la costanza. Se piove o tira vento forte, la polvere sparisce e loro tornano come se nulla fosse.

Come l’ho applicato, senza impazzire

  1. Ho pulito bene la zona (prima di tutto).
  2. Ho asciugato davanzali e ringhiere.
  3. Ho sparso un velo sottile di spezie nei punti di appoggio, non a mucchietti.
  4. Ho controllato dopo 24 ore, poi dopo ogni pioggia, e ho riapplicato quando necessario.

Risultato: in pochi giorni hanno iniziato a “atterrare e ripartire”, finché hanno cambiato abitudine.

Prima regola, togliere ciò che li invita a tornare

Qui ho capito una cosa: puoi anche usare il miglior repellente naturale, ma se resta “l’odore di casa” per loro, ci riprovano. Quindi la pulizia regolare è parte del rimedio, non un extra.

Consigli pratici:

  • Rimuovi guano e residui con guanti, acqua calda e detergente.
  • Evita di lasciare briciole, ciotole d’acqua o sacchetti dell’umido sul balcone.
  • Se vedi un inizio di nido, intervieni subito, prima che diventi un punto fisso.

Spaventarli con luce e movimento, i riflettori visivi

Dopo le spezie, ho aggiunto un secondo livello, perché i piccioni si abituano in fretta. Qui funzionano molto i dissuasori visivi, economici e immediati.

Puoi usare:

  • carta di alluminio tagliata a strisce
  • vecchi CD appesi con filo
  • nastri bicolore che svolazzano
  • girandole
  • bottiglie rivestite d’alluminio

L’idea è creare riflessi e movimento irregolare. Appendi questi oggetti sul perimetro del balcone, lasciando spazio perché possano oscillare. Se li fissi troppo, diventano “arredo” e perdono effetto.

Profumi che aiutano, menta e lavanda in vaso

Questa parte è la più piacevole, perché non sembra neppure un rimedio. Mettere vasi di menta o lavanda vicino ai punti critici aggiunge un odore che molti piccioni trovano fastidioso, e nel frattempo rende il balcone più vivo.

In più, le piante ti “obbligano” a frequentare lo spazio, e questo, paradossalmente, aiuta: un balcone vissuto è meno interessante per chi cerca tranquillità.

Naftalina, sì ma con molta prudenza

La naftalina viene spesso citata come soluzione, ma qui mi sento di essere chiara: usala solo con moderazione e buon senso. Se decidi di provarla:

  • mettila in sacchetti di tela (mai sparsa libera)
  • appendila in zone esterne e ventilate
  • evita se hai bambini o animali che potrebbero raggiungerla
  • non esagerare, l’odore può entrare in casa e diventare insopportabile

Alternare i metodi, la chiave per non farli “abituare”

Il vero “segreto” è la combinazione. Spezie più riflessi, più un minimo di rotazione delle posizioni. Io ho cambiato ogni settimana il punto dei nastri e ho alternato cannella e peperoncino. Sembra un dettaglio, ma mantiene alta la sensazione di instabilità.

Se vuoi aggiungere un’opzione in più, esistono spray naturali a base di oli essenziali o prodotti specifici (per esempio miscele con capsaicina e estratti vegetali), utili soprattutto quando non vuoi gestire polveri.

Quando serve una soluzione più “strutturale”

Se l’infestazione è forte, o se i piccioni hanno già preso possesso con nidi ripetuti, i rimedi della nonna possono non bastare da soli. In quel caso, la strada più duratura è valutare reti protettive o dissuasori installati correttamente, meglio se con un professionista.

Nel mio caso, però, la combinazione semplice ha funzionato davvero: ho reso il balcone meno comodo, non ho fatto del male a nessuno, e soprattutto ho ripreso il piacere di aprire la finestra senza trattenere il respiro.

Redazione Franco News

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