A cosa serve il buco nel mestolo per la pasta? La risposta ti sarà molto utile

Ti è mai capitato di avere in mano quel mestolo dentellato “da pasta” e pensare, per un secondo, che quel buco al centro fosse solo una scelta estetica? Anche a me. Poi, una sera qualsiasi, mentre cercavo di servire gli spaghetti senza allagare il piano cucina, ho capito che quel dettaglio minuscolo è uno di quei trucchi domestici che ti cambiano davvero la routine.

Il buco al centro, il motivo che non ti aspetti

Quel foro nel mestolo per la pasta (spesso chiamato anche servispaghetti) non è lì per caso. In realtà svolge due funzioni semplici, pratiche e sorprendentemente utili:

  1. Scolare l’acqua in eccesso quando raccogli la pasta cotta.
  2. Dosare una porzione standard di pasta lunga quando è ancora cruda.

Due gesti, un solo utensile, e parecchi piccoli problemi evitati.

Funzione 1: scolatura rapida, servizio più pulito

Quando prendi la pasta direttamente dalla pentola, soprattutto la pasta lunga, la scena è sempre la stessa: gocce ovunque, piatto che si riempie d’acqua, e tu che cerchi di “far scolare” con una manovra un po’ incerta sopra il lavello.

Il buco nel mestolo serve proprio a questo: mentre sollevi la pasta, l’acqua defluisce dal foro centrale, e lo fa nel punto più logico possibile, cioè dove l’acqua tende naturalmente a raccogliersi. Il risultato è un servizio più ordinato e un controllo migliore.

E c’è un dettaglio che spesso si sottovaluta: lasciando l’acqua di cottura in pentola (invece di buttare tutto nello scolapasta), ti resta a disposizione quel liquido prezioso per mantecare e legare il sugo. Non è magia, è amido.

Perché è comodo, nella pratica?

  • Riduce schizzi sul piano e sul pavimento.
  • Ti permette di servire direttamente nei piatti o in padella.
  • Ti aiuta a conservare acqua di cottura per aggiustare cremosità e consistenza del condimento.

Funzione 2: dosare la porzione, senza bilancia

La seconda funzione è quella che spiazza di più: quel buco è anche un dosatore di porzioni.

Il principio è semplice: infili gli spaghetti crudi nel foro, fino a riempirlo in modo naturale, senza pressare. Quel volume corrisponde, in media, a una porzione per un adulto. Non è una misura da laboratorio, certo, ma è sorprendentemente affidabile per la cucina di tutti i giorni.

In genere ci si muove in questo intervallo:

Porzione indicativaQuantità tipica
1 adulto80-100 g
1 porzione “leggera”70-80 g
Porzione più abbondante100-120 g

Il bello è che non devi indovinare “a occhio”, e non devi tirare fuori la bilancia ogni volta. Se cucini spesso pasta lunga, questo piccolo trucco riduce sprechi e avanzi non voluti.

Come usarlo bene, passo dopo passo

Se vuoi sfruttarlo al massimo, ecco il metodo più semplice, quello che uso anch’io quando ho fretta ma non voglio sbagliare:

  1. Prendi un mazzetto di spaghetti crudi.
  2. Inseriscili nel foro centrale del mestolo.
  3. Aggiungi o togli qualche filo finché passano in modo fluido, senza forzare.
  4. Ripeti per ogni commensale, contando “un foro” per porzione.

Un trucco pratico: se la pasta è molto sottile o molto spessa, la porzione può variare leggermente. In quel caso, dopo un paio di volte, trovi subito la tua misura ideale.

E i denti laterali? Non sono solo decorazione

I denti attorno al mestolo non sono lì per fare scena. Servono a trattenere la pasta lunga mentre la sollevi e la sposti. Senza, spaghetti e tagliatelle tenderebbero a scivolare, e tu finiresti a inseguirli tra pentola e piatto.

Insieme, foro e denti trasformano un gesto banale in un’azione più precisa: prendi, scoli, servi, e magari tieni da parte l’acqua giusta per la mantecatura. Piccole cose, sì, ma sono proprio queste che rendono la cucina più semplice e, alla fine, più piacevole.

Redazione Franco News

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