Ti è mai capitato di ritrovare una vecchia banconota in un libro, in un portafoglio dimenticato o in una scatola di ricordi? La 100.000 lire Caravaggio è una di quelle che, appena la vedi, ti fa fermare un secondo: grande, elegante, piena di dettagli. E se porta la data 1994, c’è un particolare che vale davvero la pena controllare, perché può cambiare tutto, o quasi.
Perché il 1994 è un anno “speciale”
La banconota da 100.000 lire Caravaggio del 1994 appartiene alla Repubblica Italiana ed è stata emessa il 12 maggio 1994. Nel linguaggio dei collezionisti viene spesso indicata come II tipo, riconoscibile anche dalle firme Fazio-Speziali.
Non stiamo parlando di un pezzo introvabile in assoluto, la tiratura è stata enorme (circa 319,2 milioni di esemplari). Eppure il mercato numismatico funziona così: non conta solo “averla”, conta quale versione hai e soprattutto in che condizioni.
Il dettaglio da controllare subito: il doppio filo di sicurezza
Ecco il controllo più rapido e più rivelatore. Prendi la banconota in controluce e cerca il filo metallico di sicurezza.
Nel II tipo (quello del 1994) il filo è doppio. Questo è uno dei tratti distintivi più importanti rispetto al I tipo. Se lo vedi chiaramente, hai già fatto il primo passo per identificare correttamente la tua banconota.
Per non impazzire con mille confronti, fai così:
- Mettila davanti a una fonte di luce.
- Osserva la zona del filo, deve risultare doppio e ben percepibile.
- Se hai dubbi, passa al controllo degli altri segni, perché i dettagli “si sommano”.
Gli altri segnali che raccontano se è davvero II tipo
Una volta visto il filo, viene quasi spontaneo continuare. È qui che la 100.000 lire Caravaggio diventa affascinante: è piena di micro-indizi, come una piccola scena investigativa stampata su carta.
Controlla questi elementi:
- Filigrana: in controluce deve apparire la testa di Caravaggio con il monogramma “B.I.”.
- Microscrittura: sotto la testa sul fronte c’è la scritta “Caravaggio” in microtesto, un dettaglio minuscolo ma decisivo.
- Fibrille fluorescenti: sotto luce UV compaiono piccole fibre che reagiscono, un classico dei sistemi di sicurezza.
- Colorazione e stampa: nel II tipo alcune tonalità e resa della stampa risultano diverse rispetto alla versione precedente, è un confronto che spesso si fa con immagini di riferimento.
E poi c’è lei, l’anima estetica della banconota: il volto di Michelangelo Merisi da Caravaggio, da un disegno di Ottavio Leoni, e i richiami alle opere, dal dettaglio de “La Buona Ventura” al retro con la “Canestra di frutta”, capolavoro che sembra quasi vivo.
Conservazione: la differenza tra “carina” e “da collezione”
Qui arriva la parte meno romantica, ma più concreta. Il valore non dipende solo dal tipo, dipende tantissimo dalla conservazione.
Se la tua banconota è stata piegata, ha angoli molli o segni di usura, il prezzo tende a restare più basso. Se invece è nitida, rigida, pulita, con colori freschi e senza pieghe evidenti, entra in un altro campionato.
Nel linguaggio dei collezionisti, troverai sigle come:
- SUP (Splendido)
- qFDS (quasi Fior di Stampa)
- FDS (Fior di Stampa)
Più ti avvicini al FDS, più il valore può salire, soprattutto se l’esemplare è stato anche certificato da enti di grading.
Quanto vale oggi, davvero, una 100.000 lire Caravaggio 1994?
Nel mercato attuale, per esemplari comuni e circolati, si vedono spesso valori indicativi intorno ai 35 euro. Se invece parliamo di una banconota qFDS o con caratteristiche particolarmente richieste, come una serie lettera A, si può arrivare a 60 euro e oltre.
E quando entra in gioco una conservazione eccezionale (tipo certificazioni alte, ad esempio PMG 67 EPQ), alcune vendite e aste mostrano cifre più spinte, anche nell’ordine dei 100-200 euro per esemplari specifici, ben identificati e impeccabili.
Un mini-check finale, in 30 secondi
Se vuoi toglierti il dubbio subito, fai questo controllo lampo:
- Hai la data 1994 e firme Fazio-Speziali?
- Vedi il doppio filo di sicurezza in controluce?
- Trovi la microscrittura “Caravaggio”?
- La banconota è in ottimo stato, senza pieghe marcate?
Se hai risposto sì almeno alle prime tre, molto probabilmente hai tra le mani il II tipo. E a quel punto la domanda non è più “ce l’ho?”, ma “quanto è ben conservata?”. Perché nel collezionismo, come spesso nella vita, è il dettaglio a fare la storia, e persino la differenza di prezzo.
E se ti incuriosisce il contesto storico e tecnico di tutto questo mondo, vale la pena dare un’occhiata alla numismatica, perché dietro una banconota apparentemente comune può nascondersi un piccolo, sorprendente tesoro.



