Ti è mai capitato di pensare: “La pago in contanti e siamo a posto”? È un ragionamento super comune, quasi spontaneo, soprattutto quando c’è un rapporto di fiducia e la routine delle pulizie entra in casa come un gesto normale. Eppure proprio lì si nasconde l’errore più pericoloso: pagare senza poter dimostrare il pagamento. È un dettaglio che sembra piccolo, ma può trasformarsi in una grana enorme.
L’errore che ti espone davvero: pagare “senza prova”
Il punto non è “contanti sì o contanti no”. Il punto è: riesci a dimostrare, in modo chiaro e verificabile, che hai pagato quanto dovuto?
Se paghi in contanti senza una firma sulla busta paga (o una ricevuta ben fatta), in caso di contestazione rischi di non avere armi. E le contestazioni, purtroppo, possono nascere anche dopo mesi, magari per un malinteso su ore extra, ferie, tredicesima, o TFR.
In pratica, la regola d’oro è questa: paga come preferisci, ma fallo sempre in modo tracciabile o documentato.
Metodi di pagamento: quali sono i più sicuri
Ecco le opzioni più usate, con il livello di “tranquillità” che ti portano a casa.
- Bonifico bancario su IBAN della lavoratrice: è spesso la scelta migliore. Hai una ricevuta automatica, data, importo e causale. Fine delle discussioni.
- Pagamenti digitali (strumenti elettronici): anche qui resta una traccia chiara, facilmente recuperabile.
- Assegno: funziona, a patto che venga consegnato direttamente alla lavoratrice (o a un delegato, ad esempio il coniuge, se concordato).
- Contanti: si possono usare, ma solo con una precauzione non negoziabile, firma sulla busta paga/cedolino con importo, periodo e ore. Senza quella firma, è come se stessi pagando “a voce”.
CCNL e minimi: perché contano anche se “ci si accorda”
Nel lavoro domestico, l’accordo personale è importante, ma non basta: il riferimento è il CCNL lavoro domestico, cioè l’insieme di regole che stabilisce livelli, mansioni e minimi.
Ti faccio un esempio concreto: per una colf generica con esperienza (spesso inquadrata come Livello B non convivente), dal 1° gennaio 2026 si parla di 7,01 €/ora come minimo indicato nel brief. Se tu pagassi meno, anche senza cattive intenzioni, potresti dover integrare arretrati.
Ecco una mini panoramica utile (valori indicati nel brief):
| Livello | Mansioni | Paga oraria minima (€) | Esempio costo mensile (20 ore/sett.) |
|---|---|---|---|
| A | Semplici, con supervisione | 7,89 | ~683 € |
| B | Colf generica con esperienza | 7,01 (non convivente) | varia con contributi |
| D | Autonoma (es. governante) | 12,71 | >1.100 € |
Le cose “obbligatorie” che ti salvano da problemi
Qui non si tratta di burocrazia fine a se stessa. Sono i passaggi che, messi in fila, rendono tutto limpido.
- Contratto scritto con ore, mansioni e livello, poi comunicazione all’INPS.
- Busta paga mensile con netto, contributi, ore, eventuali straordinari e voce TFR.
- Contributi INPS da versare trimestralmente (spesso via PagoPA). Conserva sempre le ricevute.
- Deducibilità: i contributi sono deducibili fino a 1.549,37 €/anno dal reddito, ma solo se hai le prove dei versamenti.
A proposito, se ti interessa capire perché la tracciabilità è così centrale, basta pensare a come funziona la tracciabilità: è la possibilità di ricostruire con certezza passaggi e responsabilità. Nel lavoro domestico è esattamente ciò che ti protegge.
Se il lavoro è occasionale: l’alternativa “pulita”
Per prestazioni saltuarie c’è il Libretto Famiglia INPS: nel brief è indicato a 10 €/ora con limite 2.500 €/anno. È una soluzione pratica quando non parliamo di un rapporto continuativo, e riduce moltissimo il rischio di zone grigie.
La checklist finale per non sbagliare
Prima di chiudere la porta dopo le pulizie, chiediti:
- Ho un contratto coerente con ore e mansioni?
- Sto rispettando i minimi del livello corretto?
- Ogni pagamento è tracciabile o firmato su cedolino?
- Sto versando i contributi e archiviando ricevute?
- Ho chiarito per iscritto ferie, tredicesima e TFR?
Se la risposta è sì, hai evitato l’errore che mette nei guai più persone di quanto immagini. E il rapporto con la tua colf resta quello che dovrebbe essere: sereno, chiaro, rispettoso per entrambi.




