C’è un momento, di solito proprio quando riaccendi il riscaldamento, in cui l’aria sembra “sapere di polvere”. E ti viene quel dubbio fastidioso: non è che i miei termosifoni in ghisa siano diventati un deposito segreto di lanuggine? La buona notizia è che sì, succede spesso. La notizia ancora migliore è che puoi rimediare in modo semplice, con un accessorio che arriva davvero ovunque.
Prima di iniziare: la scena giusta (e zero ansia)
La pulizia dei termosifoni in ghisa funziona solo se prepari il campo come si deve. Non serve fare acrobazie, basta impedire alla polvere di volare in giro come neve in casa.
Ecco la mini check-list:
- Spegni il riscaldamento e aspetta che i termosifoni siano freddi.
- Stendi un panno umido (o un telo leggermente bagnato) sotto al termosifone.
- Se riesci, infilane un altro dietro: è lì che spesso si accumula il peggio.
- Tieni a portata un sacchetto per la polvere e un panno asciutto per la finitura.
Lavorare a termosifone freddo è fondamentale: la polvere resta più “pesante”, non si alza subito, e l’acqua non evapora lasciando aloni.
L’accessorio che arriva ovunque: la bocchetta stretta (e i suoi alleati)
Se dovessi scegliere un solo strumento “salva-fessure”, punterei sull’aspirapolvere con bocchetta stretta o piatta. È l’accessorio che entra tra le colonne, pesca la polvere dove l’occhio non arriva e ti evita il classico effetto nuvola.
Ordine perfetto: dall’alto verso il basso
- Monta la bocchetta più sottile che hai.
- Aspira prima la parte superiore, poi scendi piano.
- Insisti nelle fessure tra le colonne e vicino alle valvole, senza fretta.
Quando la polvere è molto compatta, però, serve “smuoverla” prima. Qui entrano in scena gli altri strumenti furbi.
Il trucco per la polvere ostinata: scovolino e “floss” gigante
La ghisa è meravigliosa, scalda bene, dura una vita, ma trattiene lo sporco anche per la sua superficie un po’ più porosa. Se senti che l’aspirapolvere non basta, prova così:
- Scovolino o pennello lungo: infilalo tra le colonne e muovilo verticalmente. Non serve forza, serve ritmo. Dopo ogni passata, aspira subito la polvere che cade sul panno umido.
- Panno in microfibra legato a uno spago: è il metodo più “soddisfacente”. Passalo tra le colonne come un filo interdentale gigante. Se la polvere è appiccicata, inumidisci leggermente la microfibra con acqua e un detergente neutro.
Se vuoi un aiuto extra, un phon impostato su aria fredda può spingere la polvere verso il basso, dove il telo umido la blocca.
Pulizia esterna: più bella, più igienica, più luminosa
Tolto l’interno, l’esterno diventa quasi facile. Prepara una bacinella con acqua tiepida e sapone di Marsiglia (o un detergente neutro), poi:
- Strizza bene una spugna morbida o un panno.
- Passa sulle superfici, insistendo sui bordi e sulle parti più toccate.
- Evita spugne abrasive e prodotti aggressivi, la vernice ringrazia.
Per macchie o ingiallimenti, prova una pasta semplice: 3 parti di bicarbonato di sodio e 1 parte d’acqua. Lasciala 15 minuti, poi strofina con uno spazzolino morbido e risciacqua. Se ti incuriosisce perché funziona, è tutto nel comportamento chimico del bicarbonato, delicato ma efficace.
Asciugatura e ultimo colpo da professionista
Qui si fa la differenza tra “pulito” e “pulito davvero”:
- Asciuga con un panno in microfibra asciutto per evitare aloni e umidità.
- Rimuovi i teli, poi passa l’aspirapolvere sul pavimento.
- Arieggia la stanza per 10 minuti: ti sembra un dettaglio, ma cambia l’aria.
Manutenzione: come non ritrovarsi punto e a capo
Per non accumulare di nuovo mezza stagione di polvere:
- Fai una pulizia completa prima dell’inverno.
- Spolvera ogni tanto con panni antistatici.
- Evita di coprire i termosifoni con tende troppo lunghe o mobili attaccati: meno polvere, più calore.
Alla fine, il segreto è questo: un accessorio sottile, un panno umido piazzato bene, e un ordine preciso. E quel “odore di polvere” quando accendi il riscaldamento? Diventa solo un ricordo.




